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La conquista di Roma

Chapter 6 No.6

Word Count: 4950    |    Released on: 06/12/2017

hanno ancora dieci lire in saccoccia, tutti gl'impiegati che si abbandonano a una piccola orgia onesta, tutt'i commessi di negozio la cui bottega restava chiusa i

a valanga di neve che precipiti, roteando. In mezzo alla sala, in un largo circolo, erano riunite una quantità di mascherette femminili, per lo più con una vesticciuola bianca e corta, una vera blusa infantile, stretta un po' alle ginocchia da un largo nastro azzurro o rosso, con la cuffietta bambinesca sul capo e un giocattolo tintinnante in mano: l'economico, carino e provocante costume di donna Juanita, nell'atto della Giamaica. Venute in buona compagnia, queste mascherette non lasciavano mai il loro cavaliere; appena l'orchestra, dalla tribuna elevata

so, financo nel guanto. Qualche altro domino femminile elegante e misterioso appariva qua e là: uno svelto, tutto azzurro, con un grande cappello a forma di conchiglia schiusa; un altro di raso nero, col capo avvolto in una blonda nera veneziana; una opulenta persona che lasciava vedere, dal domino aperto, di broccato fiamma e oro, un vestito di broccato crema: e altri ancora, seguiti da giovanotti che cercavano d

l Club delle Cacce, in marsina, cravatta nera, gardenia all'occhiello, da una parte, gli ufficiali

le undici e mezzo. Una figura femminile avvolta in una stoffa ricamata, con la testa

, buona sera, perch

ho riconosciuto

conoscerai mai. Io lo so, perchè sei malinconico, Sa

te,

prego; ne va del tuo decoro. Senti ancora: il Ferrante non è più candidato a m

'oratore freddo, mite ed elegante, il moderato socialista, l'uomo politico che aveva perduto il proprio partito per la nebulosità delle proprie tendenze. E poi saluti, presentazioni, strette di mano. Il ministro, rispondendo, aveva reso o

ca tutto si

no su e giù aspettando qualcuno che non veniva, Sangiorgio incontrò l'onorevole Gullì-Pausania. Il deputato siciliano era addossato al muro, aspettando anche lui, elegante e corretto nella marsi

lì, con un forte accento sicili

i aspetta e l'onorevole mio collega G

se, ridendo, Gullì, ?passia

persona, sempre

ppo grave... Nessun

collega. Buon

sania, sorridendo con la

i, dai caffè, dai ricevimenti, dai balli. Non era più permesso nè di fermarsi, nè di camminare presto: Sangiorgio principiò col non veder altro che le spalle di un alto signore robusto che camminava innanzi a lui, a diritta l'orecchio rosso di una ciociaretta, a cui certo era troppo stretto il lacciuolo della mascherina, a sinistra il profilo sperso di una giovanetta alta e magra, con gli occhi malinconici. L'alto s

ù scrupolosa, non Le pare? Le avran detto che noialtri della capitale si fa una vita sfrenata: invece, come vede, noi si gira in tondo, con molta lentezza, pour le bon motif, poichè noi si cerca la moglie, che dev'essere in un palco con sua sorella. Intanto si va tra la folla, come vede, per

principe, poichè egli non amava troppo i parlatori e gli interrutto

o degli affari esteri con le sue figliuole, la Grazia e l'altra che dovrebbe chiamarsi Giustizia

otte, pr

irra. Egli rasentava la fontana che adesso la luce elettrica tingeva di violetto, un colore delicatissimo, e passava fra la vasca e il grande specchio del fondo, sotto la tribuna dell'orchestra. Questa, a un tratto, scoppiò sul suo capo, con le prime note della mazurka dei postiglioni del ballo Excelsior, che era popolare in quell'inverno. Vi fu un momento di flu

ll'accento veneziano; ?prende una tazza di birra con

vole, non prendo nulla

intoni, quanti piedi passati sui miei! Mi sono rifugiato qua per evit

, capitava ogni tanto a dover litigare con una guardia, con un facchino, con un capo-stazione, con un cameriere di caffè: e mentre a cento altri deputati accadeva lo stesso senza veruna cons

, onorevole collega! Là non ho mai litigato con alcuno, glielo assicuro.... Onorevole, Ella è ministeria

uffer?? rispose, pron

dovremmo parlare, non Le pare? metterci un po' d'accordo: è un

iparleremo, sicuramente. Buo

a con una ragazza vestita da diavolo, serie serie, respingendo quelli che volevano dividerle. Ora anche i palchi erano stati occupati dalle signore che venivano dai ricevimenti, dai balli: tutta la prima e la seconda fila eran piene. In quello subito dopo la barcaccia, in prima fila, vi era la bellezza delicata e gentilmente fiorentina di Elsa Belli

il piccolo principe, piegan

ga?? fece quello

irgli che sono qui..... Sapete chi porterann

Ferrante, com

disse il principino, s

o in conto di orgoglioso, malgrado che fosse un deputato socialista. La coppia Santa Maria era diversa: la moglie, biondina, ricciuta, con un visetto giovanile e un vestito semplicissimo, l'aria candida: il marito, biondo, con gli occhi socchiusi, molto indolente. La contessa Lapucci rideva forte, la marchesa di Santa Maria sorrideva: il conte Lapucci guardava la folla, silenzioso, coi due pollici ficcati nei taschini della sottoveste, il marchese di Santa Maria chiacchierava

revole Pasta, l'avvocato subalpino, dalla faccia rasa e dalle fedine biondo-brizzolate, le diceva qualche cosa di molto spiritoso che la faceva ridere; l'onorevole Cimbro, il deputato giornalista piemontese, assorbito dietro le lenti, con la cravatta che gli era risalita sotto l'orecchio, aveva l'aria di un uomo che è imbarazzato della propria persona: invece il segretario

sè Sangiorgio, camminando a stento

tta una destinazione; ma l'onorevole di San Demetrio, un abruzzese tranquillo, dalla barba nera già brizzolata, un forte aspirante al ministero, si teneva dritto, sul davanti, in luce; poi l'onorevole di Campofranco, un siciliano freddo e nordico, il figliuolo della più forte donna politica che abbia l'Italia, la principessa di Campofranco. L'onorevole di San Demetrio

,? chiamò S

alì, come i

scritto per parlare contro, nella dis

si è is

tivam

tivam

.. Scusa

no. Sangiorgio si teneva ritto contro la parete, senza muoversi, sentendosi r

asciutto, con un mento rialzato di uomo energico e una spazzola di capelli neri, in cui già spiccavano i bianchi; Marchetti, col viso ingenuo e roseo, la lunga barba

Sangiorgio?? c

sono anc

uffici, stasera??

e si è

raddrizzandosi le lenti sul naso, con un moto familiare.

di sfiducia; ?ritornerò alla carica diversamente, al

ammirare tutta la magnificenza dei loro vestiti. Il piccolo principe di Nerola, adesso, era nel palco di sua cugina, la contessa di Genzano, la grande bionda affascinante e tizianesca: nell'ombra si vedeva il viso un po' scialbo, ma ancora corretto, quasi bello, di lineamenti, del ministro di grazia e giustizia, il magistrato inflessibile e galante, ostinato nella inflessibilità e nella galanteria. Sangiorgio si riscosse da quel torpore che lo invadeva: doveva trovare Sangarzia. Guardando bene, palco per palco, alla fine giunse a scoprirlo in seconda fila, press

tro, con l'aria felice di chi si seccava, e che finalmente potrà andare a letto. I cinque domino neri femminili che erano stati tutta la sera in un palco senza muoversi e senza parlare, come tanti congiurati, ora scendevano al braccio di cinque giovanotti, coppie silenziose, quasi lugubri, che parea si av

i, ve ne prego: sono in molta pena. Un parente di provincia, capitato qui, mi ha costretto ad accompagnarlo al veglione che

e sorridendo Sangiorgio: ?è la

caro collega? è almen

informarmene p

unato: mi togliete da una viva inquietudine. Se ammalasse gravemente il

io,? fece Sangiorgi

to, contate su me, ve ne prego, non mi risparmiate; non potevate ca

tranquillo: il preside

vo, grazi

to dalla voce di Fraccacreta. Sangiorgio schiuse appena la porta e

mi, e

l domino nero dai garofani

ipe, vi cerca, on

vate rendermi miglior servigio: non sapeva

, dalla contes

, andiamoc

iccia sulla marsina, salutò la signora e

La signora si seccava, forse volev

la co

minile, stranamente avvolta in stoffa turca, col cap

se con la sua sotti

fortuna, collega,? mormor

a la donna, stringendogli un po

ia svogliata, avvolgendo la testa negli scialli, a guisa dei funamboli che, dopo aver eseguito dei gi

impazienza, la donna, mentre Sa

ia carrozza e vi si cacciò premurosa

a aveva detto

i disciolse, con un po' di nervosità, strappando le spille, stracciando la frangia, da quel mantello orientale: una pelliccia col

!? mormorò con un

Subito la carrozza si fermò, in Piazza Barberini. Ella dis

hiere: ?dì' a Carolina che

Lo zampillo della fontana, alto, mo

iamo un poco? Nel t

rsi piccola, per mettersi sotto la sua protezione: ma restava forte e alta nel suo mantello nero: sotto il cappuccio gli occhi brillavano. E quella persona, quegli occhi avevano la qualità singolare, che è la simpatia: un fascino violento che tu

on una voce che fece vibrare

qualche cosa,

dò ella, piegando

che volete: la vostra

a chiesa; il viale alberato che conduce a villa Medici e al Pincio era tutto chiaro. Essi si accostarono all'alto parapetto della piazzetta, da cui tanti malinconici contemplatori hanno guardato Roma, nelle ore del tram

nulla, peccato!?

ettina a due rampe della chiesa, ma la scaletta che porta al convento, dove le monache e le bimbe in educazione vivono in comunione.

ntando la catenina di ferro. ?Noi siamo due p

eva: soltanto il mare di nebbia, trasparente, biancastro, latteo, sembrava più vasto. In linea retta si scorgevano i pochi lumi che restavano ancora accesi, alle

via,? d

quella bella donna avvolta nelle pellicce, profumata, dai grandi orecchini di brillanti che scintillavano alla luna, che aveva rimandata la sua carrozza per girare con lui, di notte, a piedi, per le strade di Roma, quella creatura lo seduceva per tutto quello che rappresentava. Egli ne subiva il fàscino personale, complicato dalla stranezza del caso:

accovacciata sullo scalino, con la testa appoggiata sulle ginocchia, guardando la bella fontana del Bernini, la barca sommersa nell'acqua. Sangiorgio non si era seduto: ritto accanto a lei, la guardava con un senso di orgoglio maschile, c

ese ella con la sua voce a

lla a

hinando il capo. ?

que mormoranti, che ricadevano continuamente nella barche

ari? Fumate du

non aver siga

a. Fumate,

suo sigaro: ell

sigar

inghe

i odorano talvol

se ne andava nell'aria chiara. Una carrozza sbucò dai Due Macelli, c

l veglione,

e!? susurrò donna Elena con u

elodioso che gli carezzava così acutame

rizzò in piedi, scat

eddo, andiamo via

iva a un tratto mutato lo spirito di quella donna, sentiva che quel momento gli sfuggiva, che non poteva più contare su nulla. Ma, superbo, taceva. Forse la sua era stata una fantasticheria d

non si volgeva al suo compagno. Sangiorgio non chiedeva dove andassero così; era risoluto di secondarla sino all'ultimo, malgrado la defez

disse lui, per d

lei, fermandosi u

ero 50.

ol

ol

ndosi per traversare la strada

è cami

riscalderò, suona

,? disse lui, deciso

,? disse lei

ngiorgio era eletto membro de

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